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Dov’è finito il “gelato come una volta”?

Just Knock

31/01/2020

Quella di Grom è una storia di successo iniziata nel 2003 a Torino, quando Federico Grom e Guido Martinetti aprono la loro prima e piccola bottega con l’obiettivo di far conoscere ed esportare il gelato artigianale made in Italy nel mondo.

 

Succede però che gli anglo-olandesi di Unilever acquistano l’azienda nel 2015 e cominciano ad adottare una strategia aggressiva che porta il gruppo a chiudere diversi punti vendita nel nostro Paese, per esattezza 4 nel 2019 e 3 già annunciati per il primo trimestere del 2020.

La motivazione?

Unilever preferisce puntare sulla grande distrbuzione e su altri canali di vendita, rischiando di far perdere l’autenticità del marchio che tutto puntava sull’utilizzo di materie prime coltivate a km zero.

 

Una scelta in controtendenza rispetto ai trend e al mercato europeo che conta un giro d’affari di circa 9,5 miliardi di euro. L’Unione Europea stessa ha premiato l’eccellenza della produzione del gelato artiginale dedicando una giornata europea a quello che sembra essere l’emblema della creatività e della professionalità artigiana degli Stati membri.

 

Infatti è proprio nel vecchio continente che si concentrano i principali mercati per presenza di gelaterie e per consumo di gelato artigianale . Spagna e Polonia seguono l‘Italia che continua a detenere la leadership mondiale sia per punti vendita sul territorio (39.000 gelaterie) che per fatturato (2,8 miliardi di euro)

 

Nonostante questi dati, l’azienda piemontese ha dichiarato che quella in atto è una strategia multicanale che supporterà la crescita del brand per assecondare l’evoluzione del modello di business degli ultimi anni.

Se inizialmente l’acquisizione da parte di Unilever poteva tradursi in un salto di qualità per Grom, oggi sembra che per aggradire i mercati globali siano stati raggiunti dei compromessi che non tengono in considerazione le tendenze del mercato del gelato artigianale e la filosofia che ha reso Grom celebre nel mondo.

 

E i due fondatori? Sebbene siedano ancora nel board anche dopo l’acquisizione del 2015, non è detto che le strategie per la diffusione del gelato del futuro li terranno ancora ai loro posti.

A quanto pare, ci si dovrà abituare a trovare barattoli confezionati a marchio Grom nei pozzetti dei supermercati. 

 

 

 

 

Grom

       

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