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Si può essere colleghi e amici?

Just Knock

21/05/2020

L’ufficio è per molti lavoratori una seconda casa. È il nuovo dove si trascorre la maggior parte della propria giornata ed è anche il luogo dove si stringono le principali relazioni umane.

Non sempre questo significa crearsi delle amicizie e instaurare rapporti duraturi.

Nell’immaginario classico, la vita in azienda si svolge secondo ritmi ben definiti e nella maggior parte dei casi non sembra essere l’ambiente adatto ai rapporti di amicizia.

Un rapporto di amicizia si basa sulla volontarietà, sullo scambio reciproco di sostegno e sulla necessità. Ritrovare questo schema in contesti aziendali in cui i dipendenti hanno ruoli specifici e devono conseguire obiettivi professionali (e non relazionali) sembrerebbe piuttosto difficile.

Non è però impossibile riuscire a trovare dei veri amici e questo può dipendere molto dalla tipologia dell’azienda e dalle sue dimensioni.

Esistono diverse pubblicazioni che indagano i rapporti d’amicizia sul lavoro.

Secondo le autrici dello studio Friends Without Benefits: Understanding the Dark Sides of Workplace Friendship pubblicato sulla rivista Academy of Management Review conciliare l’essere amici e l’essere colleghi può dimostrarsi a lungo termine abbastanza complicato, perché mentre le amicizie diventano più profonde quando si affrontano le divergenze e si superano i conflitti, sul luogo di lavoro non sempre è facile superare le incomprensioni e gli individui sono più propensi ad amplificare le tensioni.

In alcuni casi potrebbe accadere l’esatto contrario: i dipendenti potrebbero privilegiare gli aspetti emotivi e l’amicizia agli obiettivi di business o, in casi più complessi, portare a un sovraccarico emotivo.

Uno studio americano dal titolo Are workplace friendships a mixed blessing? Exploring tradeoffs of multiplex relationships and their associations with job performance ha infatti rivelato il rischio concreto che i rapporti di amicizia possano produrre un vero e proprio affaticamento emotivo. Come? Se un lavoratore diventa il fulcro di una rete di amicizie all’interno di un’organizzazione potrebbe provare un senso di sovraccarico causato dal gran numero di persone che fanno affidamento su di lui.

Secondo questo studio sarebbe preferibile che i manager prevedano di preservare i dipendenti dagli effetti indesiderati di una situazione simile, proponendo degli strumenti per la mappatura delle reti sociali personali.

Alla luce degli studi elencati, emergono degli interrogativi. Se può essere vero che i rapporti di amicizia in aziende strutturate, classiche, tradizionali siano difficili da coltivare e da gestire, non sembra essere vero per quelle realtà più circoscritte: si pensi ad esempio alle aziende familiari, alle start up innovative o alle piccole imprese che costituiscono il tessuto economico del nostro Paese.

Forse sarebbe il caso di fare un distinguo perché alla base di molte imprese è il rapporto umano a fare la differenza e instaurare rapporti di amicizia non sembra poi un’utopia.

E tu, sei riuscito a farti degli amici sul posto di lavoro?

 

 

 

       

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