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Il futuro HR visto da Montemagno ed Enel

Just Knock

18/06/2020

Marco Montemagno, noto imprenditore e divulgatore digitale, ha intervistato Guido Stratta (Head of HR Development, Training and Recruiting di ENEL) sulle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro e sulle nuove tendenze del recruiting.

Abbiamo penato di riportare alcuni passaggi dell’intervista perché molto interessante soprattutto per chi si sta affacciando al mondo del lavoro per la prima volta.

Che cosa è cambiato nelle aziende durante la crisi sanitaria?

Secondo Guido Stratta, le aziende per anni hanno adottato un modello organizzativo e lavorativo rigido e di tipo “classico”: orari di lavoro prestabiliti, netta distanza fisica tra top management e dipendenti, flessibilità lavorativa inesistente, poco coinvolgimento dei dipendenti nei processi aziendali. In questi pochi mesi invece si è assistito a qualcosa di radicalmente diverso: il management ha iniziato a delegare compiti e attività ai dipendenti, si è iniziato a dare fiducia alle proprie persone, si è introdotta la flessibilità sia oraria che organizzativa e, a poco a poco, la gerarchia aziendale è stata spazzata via.

Qual è stato il risultato di questo cambiamento aziendale?

Che le persone dotate di fiducia hanno lavorato meglio, hanno potuto esprimere meglio loro stesse e sono state in grado di riappropriarsi del proprio tempo e del proprio spazio (riduzione degli spostamenti casa-lavoro, riduzione dei tempi morti in ufficio, conduzione di uno stile di vita più salubre).

E’ possibile coltivare a distanza le relazioni umane e creare una cultura emozionale?

Guido Stratta su questo tema non ha dubbi. Le relazioni posso continuare a esistere anche di fronte allo schermo; cambia solo la modalità di relazione. Con una visione chiara della strategia aziendale, si può tenere motivato il team e raggiungere insieme gli obiettivi prefissati. Non solo. A distanza è possibile incentivare la formazione professionale.Con il maggior tempo a disposizione e con le nuove piattaforme tecnologiche, un dipendente può seguire corsi di perfezionamento e mentoring da remoto.

Come si possono tenere ingaggiati i dipendenti?

Favorendo e promuovendo la loro partecipazione nei processi decisionali dell’azienda. Perché è bene ricordare che le idee non hanno gerarchia. Un buon manager deve saper ascoltare le opinioni dei propri collaboratori, dal suo vice fino all’ultimo stagista appena entrato in azienda. Atteggiamenti simili fanno sentire le persone partecipi di qualcosa che non percepiranno più come semplice lavoro.

Che cosa cercano oggi le aziende?

Se fino a qualche anno fa, le aziende preferivano dare importanza al curriculum, al voto di laurea, all’università di provenienza, alla vicinanza geografica del candidato alla sede aziendale, oggi si sta assistendo fortunatamente a qualcosa di diverso. Le aziende lungimiranti e che hanno saputo interpretare i cambiamenti in atto nella società preferiscono puntare, ai fini della valutazione, sulle attitudini dei candidati, sulle loro passioni, su ciò che li rende veramente distintivi dagli altri e soprattutto sulla loro capacità di imparare rapidamente.

I lavori di oggi, sottolinea Stratta, tra qualche anno non esisteranno più e sarà assolutamente strategico per le aziende, non solo adattarsi al cambiamento, ma disporre anche di risorse in grado di imparare rapidamente nuove tecniche, metodologie e strumenti.

Le nuove tendenze inoltre dimostrano che le aziende preferisco assumere persone capaci di stare in un team, che siano disposte al dialogo, al confronto, alla propagazione delle idee, che abbiano uno spirito propositivo e che siano aperte a ricevere qualsiasi tipo di input.

Persone che sappiano dunque apportare all’azienda un valore aggiunto.

Consigli per i più giovani che si approcciano al mercato del lavoro?

Per un giovane è fondamentale conoscere meglio se stesso e imparare a individuare le proprie passioni. Una persona appassionata renderà sempre di più di una interessata a quello specifico lavoro. Se risulta difficile trovare la propria passione, l’unico modo per individuarla è stare a contatto con il prossimo, fare nuove esperienze, dialogare e confrontarsi. Capiterà anche casualmente di trovare la propria strada.

Per usare la metafora di Guido Stratta, bisogna agire come quando si naviga in barca verso l’orizzonte: non c’è una meta specifica, ma il è movimento che ti può portare verso qualsiasi porto e destinazione.

Consigli per il curriculum?

I curriculum sono ormai standardizzati. C’è chi è più creativo e chi preferisce inserire tutte le informazioni secondo il modello europeo che alcune aziende ancora consigliano di utilizzare. Ma per colpire veramente l’attenzione di un HR serve altro, serve essere “rivoluzionari”, serve pensare fuori dagli schemi.

Il consiglio è di scegliere sempre un’azienda che condivide i vostri valori e che possa apprezzarvi per quello che siete, non per come dovreste essere. Alle volte, basta presentarsi all’azienda giusta con qualcosa di diverso dal solito cv. Oggi ci sono tante opportunità offerte dalla rete e dai social network che, se usati in modo pertinente, possono far risaltare il vostro potenziale. È chiaro, quando si è alla ricerca del primo impiego, è giusto “farsi piacere” l’azienda. Ma con calma, una volta acquisito il metodo e la professionalità, è corretto seguire le proprie inclinazioni e la propria strada.

 

 

 

 

 

       



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