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Occupazione femminile: Italia (quasi) ultima in UE

Just Knock

17/11/2020

Siamo nel 2020, ma il mondo del lavoro in Italia per le donne è un inferno da sempre.

 

Il vero nemico da sconfiggere è la scarsa occupazione femminile che rischia un nuovo “passo indietro”. I dati risultano molto preoccupanti se paragonati con quelli del resto dell’Europa, davanti solo a Grecia e Spagna.

Attualmente più della metà delle donne che vivono in Italia è disoccupata e il motivo non è la scarsa voglia di mettersi in gioco ma l’impossibilità di farlo, a seguito anche dell’impatto economico della pandemia da covid-19.

Dati Istat inoltre evidenziano ulteriori criticità: le donne con un’occupazione guadagnano di meno degli uomini, pur ricomprendo lo stesso ruolo in un posto di lavoro simile. Se sono madri il tasso di impiego scende vertiginosamente.

 

Il motivo per cui l’Italia è cosi indietro in classifica dipende da diversi fattori.

Le donne manager sono una piccola parte dei dirigenti e, oltre ad essere sotto rappresentate, spesso svolgono mansioni per cui sarebbe sufficiente un titolo di studio più basso di quello che in realtà possiedono.

Uno dei più grandi ostacoli resta comunque il tema genitorialità e professione. Dover conciliare il lavorare e formare una famiglia sono due percorsi paralleli ma spesso incompatibili. Un figlio cambia la vita professionale di una donna molto di più rispetto a quanto accade per gli uomini. Una donna occupata su tre sceglie come alternativa un impiego part time, che le permette di dedicare del tempo anche al percorso familiare, se non addirittura scegliere la strada delle dimissioni. Parliamo di 37mila neo mamme costrette a dimettersi una volta avuto un figlio.

 

L’apertura delle aziende a nuove possibilità come asili nido aziendali e scuole materne faciliterebbe il lavoro a milioni di donne italiane.

 

Emerge anche una propensione a cercare un lavoro, potendolo fare, per evitare di trovarsi a lavorare per un capo che ritengono più incompetente di loro. Lo affermano diverse testimonianze in rete, con gruppi di donne che hanno scelto di vivere per la casa o per il proprio uomo. 

L’incremento dell’occupazione femminile non è solo un passo verso l’uguaglianza di genere ma anche una grande risorsa per la crescita del PIL. Da numerosi studi emerge che un maggior benessere e un miglior funzionamento del sistema economico aumenta con il coinvolgimento attivo delle donne nel Paese.

 

L’Italia ha ancora molto lavoro da fare e soprattutto in questo momento tutti gli sforzi dovrebbero concentrarsi sul tema dell’occupazione.

 

 

 

       

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